La morte della moglie risveglia, in un possidente terriero, passate angosce assopite dal tempo: l’uomo è convinto di lottare contro i fantasmi del suo passato e contro una inesorabile maledizione che lo perseguita. Ma sono veramente questi i suoi nemici? Oppure è vittima della cupidigia dei suoi compaesani? Ma poi è certo che la vittima sia lui?
Un barbiere e un maresciallo dei carabinieri, a cui certe storie non fanno effetto, si trovano insieme, ma non sempre, ad indagare fra le credenze, le superstizioni e le paure degli abitanti di un paese della Calabria nell’estate del 1953. Si troveranno di fronte uomini selvaggi e violenti in una natura forte ed aspra. Le certezze del maresciallo Rossi rimarranno tali o si convincerà anche lui che la linea che separa il reale dal sovrannaturale è sottile come il filo del rasoio che usa mastru Lino?
Giallo poliziesco percorso da una vena di mistero. La vicenda si snoda all’interno del paese di Pizzo e nelle campagne alle pendici delle Serre Vibonesi, in uno scenario grezzo, rude ed incontaminato fra gente dove i sentimenti si esplicitano in modo netto, allo stato naturale nel bene e nel male e dove la furbizia spesso la fa da padrona, approfittando dell’animo semplice delle persone.
"...Un uomo, Giulio Cesare Imperatore, conosciuto in paese come Cicciu 'u Lupu, stava anche lui in mezzo alla folla affacciata allo "Spuntone" e mentre osservava la motovedetta che rientrava al porto e ascoltava silenzioso i commenti e le previsioni della folla, si convinse che l'abbattimento di quell'aereo era un segno del destino..."